piccolo blu copertina
Per aver cambiato il modo di concepire e realizzare l’albo illustrato per l’infanzia, per l’intatto fascino, per l’incanto della poesia delle sue pagine, per la straordinaria attualità del suo messaggio” Con questa motivazione Piccolo Blu e Piccolo Giallo ricevette il premio Andersen nel 2001. Eppure ancora oggi questo splendido albo, pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1959 e in Italia nel 1967, incontra resistenze tra molti adulti che tendono a trovarlo un po’ troppo “sofisticato”. Ma solo ad un primo sguardo, perchè basta immergersi nella lettura condivisa del libro insieme al proprio bambino perchè si attivi l’incanto. L’entusiasmo che i bambini hanno riservato a questo albo fin dalla sua uscita, risolve infatti definitivamente ogni dubbio sul fatto che una storia illustrata così sintetica e astratta possa veramente parlare ai bambini. E lo risolve ovviamente in maniera positiva. Anche perchè le immagini del libro sono astratte solo in apparenza.

Piccolo Blu e Piccolo Giallo, vivono in una casa con i loro genitori, vanno a scuola, giocano, quando sono tristi piangono: per il bambino che legge è chiarissimo che quelle macchie di colore sono in realtà dei bambini. La comprensione del testo è immediata. E questo posso dirlo con cognizione di causa, non da bibliotecaria adulta appassionata di libri per bambini, ma da ex bambina che dopo oltre 35 anni ha provato una grande emozione riconoscendo tra gli scaffali della biblioteca i due bambini-macchie di colore protagonisti di una delle storie che più l’avevano appassionata nella sua infanzia. Da adulta poi ho potuto scoprire nel libro dei significati, anche ideologici, che hanno a che fare con la diversità e con l’incontro con “l’altro”che me l’hanno fatto amare ancora di più. Quando Piccolo Blu e Piccolo Giallo si abbracciano diventano verdi. Ecco, leggere questo libro insieme ai bambini può essere un’occasione per imparare da loro, per riscoprire la magia degli incontri che ci scombussolano, ci cambiano facendoci diventare noi stessi un po’ diversi nel tempo. Per re-imparare gli abbracci che fanno diventare verdi.