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Ci dovrebbe essere, in ogni casa, un cestone di abiti smessi a disposizione del gioco del travestimento
Gianni Rodari

“Devi vedere come si è conciato fratellominore”, mi dice il marito al telefono “ha tirato fuori di tutto per mascherarsi sa lui da chi”. E io rispondo di lasciarlo fare, perchè lo dice anche Rodari che bisogna che i bambini siano abituati a stare in altri panni, a scoprire nuovi gesti e inventarsi nuove vite (e va bene, lo so cosa state pensando, non c’era nemmeno bisogno di scomodare Rodari). E penso a tutte le volte in cui non gliel’ho lasciato fare, perchè non avevo voglia di tirare fuori i costumi di carnevale a luglio, perchè non volevo che prendessero i nostri vestiti per giocare, perchè c’erano già troppe cose in giro e così via. A tutte quelle volte in cui la stanchezza, che di solito mi fa dire tanti inopportuni “si”, ha vinto con un “no” ancora più inopportuno.
E si che un cestone di abiti smessi non è un grosso investimento per una cosa così meravigliosa.  Appena rientro setaccio un po’ l’armadio, la cesta ce l’ho.