Sono passati sei anni da quando mio padre ci ha lasciati, ma il 25 ottobre continua ad essere, per vari motivi che sarebbe complicato analizzare qui, un giorno fortemente “suo”. Ben aldilà del fatto che era il giorno del suo compleanno. Per cui mi è quasi impossibile non dedicargli un post, oggi. E lo faccio riproponendo quello che scrissi nel mio blog di allora e mia madre volle stampare sulla foto che diede in ricordo a parenti ed amici. Ciao ba’, stanno ballando anche per te.

E voglio ricordare i suoi baci. Quei baci che hanno resistito quasi fino alla fine, quando ogni altro mezzo per comunicare lo abbandonava. Oltre i gesti e oltre le parole e a volte anche oltre gli sguardi. Anche quando lo sguardo sembrava perso oltre la realtà che lo circondava, bastava avvicinare il tuo volto al suo e le sue labbra si posavano delicatamente sulla tua guancia. Credo di aver capito che stava veramente andando via non quando ha smesso di parlarmi, di toccarmi o di guardarmi, ma quando ha smesso di baciarmi. “Ormai è un vegetale” ho sentito spesso dire di lui negli ultimi tempi… Sarà, ma ci crederò solo quando vedrò un peperone baciare una melanzana. Mai sottovalutare la forza di un bacio.