Il tempo che cura

Ho sempre creduto di essere una persona abbandonabile, forse perché in realtà, da concentrato di ansie quale sono, abbandonavo io per prima. Ci sono sempre stata (credo, spero) per chi aveva bisogno, ma è il tempo “vuoto” quello che ho iniziato presto a lesinare fino a ridurlo quasi del tutto con l’arrivo dei figli. Mi … Leggi tutto Il tempo che cura

Che bello, Luca!

Che bello vederti così Luca! E che tenerezza la ragazza che ero, quella che dopo l’eliminazione da Italia ’90 ti scrisse quella lunga lettera per consolarti. Avevo vent’anni ed ero fin troppo seria, non un’adolescente fanatica, ma non sopportavo di aver letto sui giornali che ti sentivi di venir fuori da quei mondiali “finito come … Leggi tutto Che bello, Luca!

I segni che mancano (sulle scarpe, ma non solo)

Mentre ritiro le scarpe che fratellomaggiore ha lasciato per l'ennesima volta in giro, resistendo alla tentazione di piombare in camera e ribadire il concetto davanti al professore di matematica, mi colpiscono vari pensieri.Pensiero 1: cosa ci fanno le sue scarpe in giro visto che è impossibile che sia uscito? La domanda ovviamente è retorica, perché … Leggi tutto I segni che mancano (sulle scarpe, ma non solo)

La mia quarantena in ordine alfabetico

A di “AIUTO!” (ma solo perché ansia era troppo scontata). Perché la tentazione di chiederlo, invocarlo, urlarlo, scriverlo, spennellarlo, sventolarlo, scolpirlo, mimarlo, è stata forte e frequente B di “birra”. La grande scoperta dei miei 50 anni non credevo sarebbe diventato l’immancabile e salvifico appuntamento quotidiano delle 20.00, durante la reclusione. Si potrebbe pensare a … Leggi tutto La mia quarantena in ordine alfabetico