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A volte mi capita di imbattermi in qualcosa che avevo scritto tempo fa e chiedermi cosa mi passasse per la testa. Però anche se magari oggi non lo scriverei un post come questo, rileggerlo mi ha fatto sorridere. Anzi, oserei dire che mi è piaciuta proprio questa recensione, come se non l’avessi scritta io. Per cui ho deciso che la volevo anche qui, chissà che magari non faccia sorridere anche voi.

Lo confesso: ho un debole per Gianrico Carofiglio. Un forte debole, se mi passate l’ossimoro. Detto in questo modo dovrebbe essere abbastanza chiaro che mi riferisco all’autore, o meglio all’uomo e non ai libri, ma nelle confessioni è meglio essere chiari. D’altra parte, trattandosi di un notevole esemplare d’uomo, credo di essere in buona compagnia: dovrei mettermi in fila insomma. E anche se dubito di riuscire a “fare fuori” anche solo una delle numerose concorrenti, sarebbe carino un derby tutto sardo fra me e Geppi Cucciari, che durante l’intervista da Very Victoria si è onorevolmente e stoicamente trattenuta dal saltargli addosso. Voglio però tranquillizzare subito Geppi e le altre (nonchè mio marito), che non hanno da temere la mia concorrenza più di quanto debba temerla Elizabeth Bennet. L’amore che nutro per il signor Carofiglio si situa infatti in un’altra dimensione. Nella stessa in cui s’incontrano Mr. Darcy e il commissario Montalbano, per intenderci e nella quale la figura dell’autore Carofiglio si con-fonde con quella del protagonista Guido Guerrieri e ti fa desiderare di uscire a cena con Guido che ha la faccia e la voce di Gianrico. E questa volta non si mangia in silenzio come con il commissario. Perchè Guido (Gianrico?) parla di libri (e non solo) in un modo che ti fa venire un’irresistibile voglia di essere suo unico interlocutore, almeno lo spazio di una cena. In questa dimensione ti può capitare anche di identificarti con un’ex prostituta anche se il tuo passato è limpido e irreprensibile e desiderare un happy ending per lei (te?) e l’avvocato. E dai, signor Carofiglio, le ho fatto un sacco di complimenti: ce lo vuole regalare questo lieto fine? Dimenticavo: Le perfezioni provvisorie” è proprio un bel legal thriller all’italiana, ma questo, per me, è davvero solo un dettaglio.