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meteo
E’ un settembre strano questo di afa e insonnie, strano almeno per me. Le persone che ho intorno hanno sempre avuto un dubbio di fondo sulla mia reale appartenenza alla razza umana e l’elemento fondante della teoria del dubbio è proprio il fatto che io non mi sono mai lamentata del caldo, ma proprio mai. Per dire, io in macchina non ho l’aria condizionata ed effettivamente quando ci entro all’una dopo che è stata tutta la mattina sotto il sole, la temperatura all’interno non è molto gradevole. Eppure io salgo, chiudo lo sportello, allaccio le cinture, metto in moto e poi, con calma apro i finestrini. Sempre in quest’ordine. L’unica cosa che ho sempre detestato del caldo eccessivo sono le lagnanze del marito. Mai avrei pensato che sarebbe toccato a me lamentarmi. E invece è successo. Mi lamento perché c’è caldo, c’è un’aria irrespirabile e i vestiti mi si appiccicano addosso. E poi non dormo. Ma in fondo lo so che il conto dell’insonnia non può pagarlo tutto l’afa, che è solo complice degli sciami di dubbi cosmici che abitano i miei pensieri notturni in questo settembre di nuovi inizi. Che poi, a dire il vero non è che siano tutti proprio cosmici i miei quesiti, che per fortuna riesco a recuperare un po’ di leggerezza anche nelle paranoie. E così posso spaziare tra il dubbio su quale sia la cosa più giusta da fare (ma proprio giusta nel senso più alto del termine) in varie situazioni, al chiedermi se non sia il caso di comprare qualche bijoux dorato, perché dopo anni a preferire l’argento ci sono dei giorni in cui vorrei sentirmi addosso il colore del sole. Ma almeno questa questione, a dire il vero, credo di poterla risolvere con pochi euro al prossimo giro di shopping. Qualche dubbio bisogna pur toglierselo, hai visto mai che riesca pure a dormire meglio.