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befana
Non è così difficile da capire: non posso semplicemente essere io la befana. Dovrebbe essere un fatto evidente a tutti, ma visto che dal numero di messaggi che continuo a ricevere ogni anno risulta che non è così, allora provo a dimostrarvelo.
Per prima cosa la befana è vecchia e io no (sono una splendinda quarant…nne, io). Ok, mio figlio ogni tanto mi chiede se quando ero piccola esisteva l’energia elettrica e cose di questo genere, ma se chiedete a lui o a un qualsiasi bambino (e loro si che ne sanno di befane) se la befana può avere la mia età la risposta sarà “no, è più vecchia”. Non bastano la mia ciocca bianca e le zampe di gallina insomma. Con i bambini non si scherza, sciocchezze come “le apparenze non contano” le lasciano dire ai grandi, ma loro lo sanno bene che le apparenze contano eccome e che per essere una befana devi apparire come una befana.
A quanto pare poi la simpatica vecchina ha pure l’abitudine di andarsene in giro di notte. Magari dopo aver faticato tutto il giorno a recuperare regali. Se mi chiedetei certi giorni di uscire la sera per una pizza, promettendo anche solennemente che sarò a casa per le 11 sono capace di tirare fuori una lista di scuse lunga come il Signore degli Anelli. Figurarsi andarsene in giro dopo la mezzanotte dovendo pure guidare! (O non crederete davvero che guidare una scopa sarebbe per me più facile che guidare una Matiz?)
Cappelli ne ho diversi e non avendo la benché minima idea di come sia fatto un cappello alla romana, non so se tra i miei potrebbe essercene qualcuno che gli somigli, ma questo ha poca importanza. Quello che invece ne ha eccome di importanza sono le scarpe. Perché le scarpe della nonnetta a quanto pare devono essere rotte. Rotte, capite? Ora premetto che quello che si dice in giro sul mio rapporto con le scarpe è una chiara esagerazione, e anche se mio marito sostiene di aver sposato un millepiedi, basta dirlo in sardo e già i piedi diventano “solo” cento (centupese). Ma esagerazioni a parte ecco, qualche cambio di scarpe confesso di possederlo. Senza contare che avere un paio di scarpe rotte offre l’imperdibile occasione per sostituirle e averne un paio nuove di zecca. E probabilmente l’unica volta in cui sono andata in giro con le scarpe rotte (almeno da adulta) stavo andando a cercarne un altro paio e non avevo certo tempo per occuparmi di sciocchezze come portare regali ai bambini, in un orario in cui non ci sono negozi di scarpe aperti peraltro!
E se proprio a questo punto non avete capito che non posso proprio essere io, allora meritate che la Befana, quella vera, vi scarichi un sacco di carbone e cenere sul telefonino proprio mentre state per inviarmi uno di quei messaggi. Che prima che lo ripulite è già il 7 gennaio.