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Ogni giorno lo becco il trailer di 50 sfumature di etcetera mentre vado al lavoro. Tutti i santi giorni sento la voce piatta e insulsa vibrante di passione di Christian invocare “Anastasia!” e ho il piacere di scoprire che lei nemmeno per un istante lo scambia per qualcun altro, no lo riconosce subito e risponde con un fremente “Christian!”.
E ripenso al libro che non è volato dalla finestra a pagina 20 solo perché avrei dovuto lanciare anche il Kobo. E non è questione di giudizi snob, intendiamoci, ché so bene di non potermeli permettere quelli, col pedigree da lettrice tutto macchiato di rosa che mi ritrovo. Ma vi posso assicurare che una buonissima percentuale delle autrici di Harmony e cose simili che ho letto usava le parole meglio di Mrs sfumature. Per tacere del resto.

Ma ho l’antidoto, che vi credete? Non serve nemmeno cambiare stazione. Mi basta escludere mentalemente quello che sento e pensare alla voce di Mr. Thornton (Richard Ermitage) che chiama “Margaret!” nella scena finale di North and South (vabbè, succede nel libro, nello sceneggiato è praticamente muta la scena, anche se quasi altrettanto bella). E già che ci sono penso anche al seguito, a quello che John Thornton dice a Margaret. “Take care. -If you do not speak- I shall claim you as my own in some presumptuous way. -Send me away at once, if I must go; -Margaret!-”. Ché non è che noi romanticone cresciute a pane e Jane Austen ci sazi così, impastando polpettoni di amore e cuore, per dire. Figuriamocii poi se pretendi di coprire l’insipidezza del resto rovescendoci dentro un intero barattolo di peperoncino scadente.