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Illustrazione di Beatrice Alemagna

“Prova a pensare al peso del mondo
Laggiù nel buio del mare profondo
Prova a pensare se conosci qualcosa di più vero
Il cuore di una balena pesa cento chili ed è leggero.

Gek Tessaro, Il cuore di Chisciotte

Ultimamente mi capita sempre più spesso di ironizzare sulle spese futili, una borsa, un profumo, un paio di scarpe, un bijoux, usando l’espressione “soldi sottrati allo psicoterapeuta” o altre simili.
In effetti, come credo di aver già scritto altre volte in questo stesso blog, lo shopping fa stare bene, gratifica, rilassa, fa scordare i dispiaceri e così via. La cosa migliore poi è che ha un effetto immediato e ormai si sa, abbiamo tutti la stessa tolleranza per i tempi dell’attesa di un neonato affamato.
Naturalmente non intendo abiurare e almeno la metà più frivola della mia anima sarà sempre una convinta assertrice dell’efficacia della shopping-terapia, ma voglio aprire la strada anche ad altre possibilità. Alla possibilità che ci siano dei momenti nei quali non è opportuno effettuare quella “variazione di bilancio” e che i soldi è meglio destinarli davvero alla psicoterapia. Alla possibilità che in alcuni momenti i tempi dell’attesa siano “giusti”, soprattutto se non ci si limita ad attendere. E anche se all’inizio è sicuramente difficile, iniziare un percorso di terapia può essere il migliore regalo che si possa fare a se stessi e alle persone che si hanno intorno (molto meglio della Kelly bag di Hermes, per intenderci).
Alla possibilità, in definitiva, che ci siano altre possibilità. Che possono partire anche da un blog.