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L’albo illustrato è la prima galleria d’arte che il bambino visita
Kweta Pakovska

mostrilloIo non so disegnare. Nel senso proprio che non vado oltre la casetta fatta da un triangolo e un quadrato  sovrapposti, o il bambino con un cerchio al posto della testa e 5 trattini a formare il corpo. Pensavo anche di avere pochissima sensibilità per le arti figurative prima di scoprire le meravigliose illustrazioni di Dieter Schubert o  Lisbeth Zwerger, per citare i primi nomi che mi vengono in mente. Mio figlio maggiore invece disegna molto bene, e ogni volta che mi mostra un suo disegno rimango per un attimo senza parole, commossa dalla sua bravura e dai miracoli della genetica (il padre è, se fosse possibile, anche peggio di me).

Il  disegno di oggi però mi ha emozionato in modo particolare. Si, è un simpatico mostrillo, mica un toccante ritratto della sua adorata mamma, ma io in questo motriciatolo ho visto un lontano ricordo dei mostri selvaggi di Sendak, e di tutti gli altri mostri che hanno popolato i tanti albi illustrati letti e riletti insieme. E mi sono detta che forse, anche se io sono negata, la passione per l’illustrazione gliel’ho trasmessa. Forse immergendolo in tutti quegli albi fin da piccolissimo, offrendo continue alternative alle immagini stereotipate di matrice disneyana, ho contribuito in qualche modo a questo suo talento.

Forse… o forse no. Magari è una cosa tutta sua. Ma è comunque bellissimo.