Fuoco

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Non mi sarebbe dispiaciuto scrivere un bel post di taglio antropologico sulla tradizione dei fuochi di Sant’Antonio. Raccontare di come un rito sicuramente precristiano abbia incontrato la tradizione cattolica e sia poi arrivato fino a noi. Ma un post di questo tipo richiede studio, non si può improvvisare, e tra l’altro, sebbene diffusissimi in tutta la Sardegna, i riti di Sant’Antoni ‘e su fogu sono estranei al luogo in cui sono cresciuta, per cui non fanno parte dei miei ricordi.
Però nel rito del fuoco io stasera mi ci sono immersa e almeno due cose volevo scriverle lo stesso. Volevo dire del fuoco bello (perché mi perdonerà Sant’Antonio, ma io che c’è anche un fuoco brutto non riesco a dimenticarlo) quello che vince il buio e la rigidità dell’inverno con la sua luce e il suo calore e che vince anche molte solitudini. Perché il fuoco bello fa anche compagnia.

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20 pensieri su “Fuoco

  1. ammennicolidipensiero ha detto:

    pensa invece i fuochi li ho riscoperti recentemente qua nel profondo nord, essendo al contrario non consueti nelle mie terre d’origine. in queste zone, con nomi dialettali più o meno simili, c’è la giubìa, o gioebia, un grosso pupazzo simil-befanone con cui si bruciano le cose che fanno paura. suggestivo, indubbiamente: una colonna di fuoco di trenta metri di altezza è quantomeno suggestiva…

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