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Digital StillCameraFino a non molto tempo fa ero piuttosto insofferente verso i profumi, non ne usavo e provavo anche un certo fastidio nel sentirli. Poi all’improvviso il mio naso ha deciso di cambiare idea, ho cominciato ad apprezzarne qualcuno e a sentire la voglia di averne uno tutto “mio”. La scelta però non è stata per niente facile: collezionavo campioncini e li provavo uno al giorno, per non inquinare il mio olfatto. Ne studiavo le composizioni e cercavo di fare gli abbinamenti fra essenze e carattere (inventati di sana pianta, eh: capisco pochissimo di essenze e ancor meno di caratteri, del mio, poi, praticamente nulla). Ma proprio non scattava niente. Un giorno, finalmente, ne ho trovato uno. Credo di essermi innamorata del flacone, prima che del profumo, ma anche il profumo me lo sono sentita subito bene addosso. Tutta fiera ho fatto il mio importante acquisto e mi sono preparata mentalmente alla mia prima uscita avvolta in una nuvola del “mio” profumo. E’ stata una prima volta indimenticabile. Fratellomaggiore si è voltato verso di me disgustato e mi ha detto “mamma, ma sai di fagioli!”. “Beh, sarà, ma sono fagioli di Issey Miyake!” Ho pensato tra me e me mentre l’idea di aver trovato il “mio” profumo evaporava come da un flacone lasciato stappato.
Ho usato pochissime volte A scent, anche se il signor Miyake giura di non aver messo fagioli nel suo bouquet, né nelle note di testa né in quelle di cuore, e ho lasciato passare un bel po’ di tempo prima di provarne un’altro. Temevo di incappare, chessò, nei carciofi di Chloè. L’anno scorso però ne ho sentito uno che mi ha conquistata da subito. E la cosa meravigliosa è che ha perfino passato la prova “naso dei figli”. Adorano quel profumo. Qualche giorno fa giocavano ai pirati e fratellomaggiore-Jack Sparrow aveva in testa una mia sciarpa. All’improvviso, fratellominore-Will Turner con una mossa fulminea gliela strappa dalla testa e se la porta al volto dicendo: “aspetta, fammi odorare un po’ che ha l’odore bello di mamma quando è vestita”. E questa volta ho rischiato davvero di evaporare io per l’emozione. E pensare che temevo mi toccassero i broccoletti di Givenchy…