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T’ammento e si che fuit sa tristura
Chi mi nde atit su tempus dannarzu
Torr’ in colore che-i sa natura 
Cun sos frores de mèndula in frearzu
(Ti ricordo; e la tristezza,
Effetto del tempo che mi danneggia, scompare
Rifiorisco come la natura
Con i fiori del mandorlo in febbraio)
P. Marras

mandorlo

Il mandorlo a casa dei miei, a Elini, febbraio 2004.

Se chiedete a fratellomaggiore cosa piace tanto alla mamma molto probabilmente risponderà “comprare scarpe e borse”. Ma se gli dite che quelle cose non contano (e diteglielo, che vi costa?), potrebbe aggiungere anche “gli unicorni e i mandorli in fiore”. Degli unicorni però parleremo un’altra volta, perchè domani inizia febbraio e perchè ieri sono spuntati i primi fiori nel mandorlo davanti a casa. E io con la fioritura dei mandorli ho davvero un rapporto speciale, forse perchè ha segnato alcuni fra i momenti più importanti della mia vita. C’era il mandorlo in fiore a casa dei miei quando mi sono sposata e i fiori di mandorlo insieme agli asfodeli decoravano la chiesa (e non solo perchè a San Valentino le rose erano carissime). E c’erano i mandorli in fiore quando ho portato fratellomaggiore fuori per le prime passeggiate. E poi c’è quella bellissima canzone, che mi fa pensare a mio padre… E siccome sto diventando troppo sentimentale potrei sdrammatizzare dicendo che c’erano i mandorli in fiore quella volta in cui Tizio vinse Sanremo. Se solo in questo momento mi venisse in mente un vincitore di Sanremo. Ma non possono venire in mente simili sciocchezze quando si ha la mente piena della bellezza dei fiori di mandorlo.