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Somethings-Gotta-Give-living-room-Keaton-Nicholson
L’ho sognata tanto una casa tutta mia. L’ho sognata tanto e finchè si trovava ancora in via dei matti numero zero riuscivo ad immaginarla proprio. Immaginavo stile e disposizione dell’arredamento, lampadari, tende  e così via. Certo da quando ho iniziato a sognarla sono passati un po’ di anni e di mode, per cui anche l’arredamento della mia casa tanto carina senza soffitto e senza cucina è cambiato nel tempo, a volte con piccoli interventi di restyling, altre volte con cambiamenti più sostanziali, ma ho sempre avuto bene in mente come la volevo.

Quando però la casetta ha cambiato via, e il sogno ha cominciato a diventare realtà io ho smesso di immaginarla. Chiamatela paura di vederlo svanire di nuovo, chiamatela come volete, ma io non riuscivo a visualizzare più niente. E mi faceva paura anche solo l’idea di scegliere i pavimenti. Poi un giorno parlando col cognato che si occupa anche della progettazione, è venuta fuori la possibilità di recuperare spazio con una libreria a ponte che passasse sopra la porta che separa il soggiorno dalla cucina. E, pur non essendo stata io a proporla, l’ho vista perfettamente quella libreria. Ed era come l’avevo sempre sognata, almeno dalla prima volta in cui ne avevo visto una, in un vecchio film con Jack Nicholson in cui lui fa il fidanzato della figlia di Diane Keaton ma finisce con l’innamorarsi della madre. O almeno mi pare, perchè non ricordo molto di quel film, tranne una bellissima casa della quale però a me rimase impressa soprattutto la libreria a ponte. E allora ho cominciato a immaginarla di nuovo la mia casetta che sta diventando reale, ho cominciato a immaginarla di nuovo partire da quella libreria. D’altra parte ho sempre amato molto le librerie e ho sempre amato anche i ponti, ma farmene costruire uno in casa sarebbe stato un po’ problematico. Una libreria a ponte mi sembra invece un ottimo compromesso.