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anniversario10 anni. Chissà quante volte mi sono sentita dire che giusto una come me con la fissa per romanzi rosa e commedie romantiche poteva decidere di sposarsi il giorno di San Valentino. E in fondo forse hanno ragione a dirlo e questo alla fine conta nel ricordo:  il fatto che San Valentino quell’anno cadesse proprio di sabato, il fatto che per noi il 14 fosse un numero fortunato, il fatto che c’eravamo fidanzati sempre il 14, quello di ottobre di “qualche” anno prima (tra l’altro pochi giorni dopo essere stati insieme alla festa di San Valentino, patrono del suo paese, dove viene festeggiato la prima settimana di ottobre). Il resto, i problemi e i motivi poco lieti che ci sconsigliarono di aspettare la primavera e ci portarono a fissare la data con poco più di un mese di anticipo e a scegliere una cerimonia alla quale avrebbero partecipato solo i parenti, ora appaiono come dettagli marginali. E un dettaglio marginale appare quella telefonata  da Londra: “Io posso venire in Sardegna a febbraio, perchè non ti sposi il 14?”. E 14 è stato. E quel 14 febbraio ci ha regalato una splendida giornata di sole che sembrava quasi maggio. E durante tutta la primavera non c’è stato invece un solo fine settimana decente, alla faccia di quelli che “ma dai, aspetta la primavera”. E scusate se continuo a ritenerlo un numero fortunato.
10 anni. E ora come allora e come sempre dal nostro inizio, lo dico con le parole di zio Bruce: se dovessi restare indietro, aspettami tu.

Se dovessi restare indietro (If I should fall behind)
“Ci siamo promessi di camminare insieme, piccola
qualsiasi cosa accada
che se nel crepuscolo
dovessimo smarrire la strada
o mentre camminiamo
una mano dovesse scivolare via dall’altra
io ti aspetterò
e se dovessi restare indietro io
aspettami tu”