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Io non sono scaramantica, non lo sono mai stata e ho sempre sorriso delle scaramanzie di mia madre. Non che lei lo sia in senso assoluto, scaramantica, ma solo per alcuni aspetti sintetizzabili in un unico concetto: non bisogna gioire troppo apertamente dei successi o della buona sorte. Guai, per esempio, a dire che il pane nel forno si stava gonfiando o stava venendo proprio bene e cose di questo tipo. Ma il meglio di sé lo da quando si tratta dei bambini. E’ infatti assolutamente vietato fare in sua presenza qualsiasi commento che possa attirare su di loro l’invidia degli dei o semplicemente “s’ogru malu“, per rimanere nell’ambito delle sue competenze. E quando succede che ci scappa un commento di quelli che lei ritiene vietati, anche qualcosa di banale tipo “oggi il bambino ha mangiato bene” (eh già, purtroppo non succede spesso, con entrambi, ma con uno in particolare) veniamo gentilmente invitati, rigorosamente in sardo, a mettere la nostra faccia nel culetto del bambino in questione. Ed è probabilmente l’unica “volgarità” che le abbia mai sentito dire. Io in genere mi faccio qualche risata e a volte la provoco pure, ma la settimana scorsa, parlando con le colleghe, mi è capitato di dire che per fortuna fratellominore non prende quasi mai l’influenza e che entrambi non prendono praticamente mai i virus intestinali. E invece il piccolo è stato una settimana a casa con l’influenza e il grande il fine settimana con il virus intestinale. La prossima volta me lo ricordo anche da sola, dove devo mettere la faccia, ma’.