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Mio marito è un social network perché nella rubrica del cellulare ha 830 numeri e conosce davvero tutti i contatti.
Mio marito è un social network perché da qualunque parte vada incontra sempre qualcuno che conosce: un collega, uno che ha visitato, uno con cui ha giocato a calcio, uno che ha il figlio che va nella stessa scuola dei nostri, uno che.
Mio marito è un social network perché noi pensavamo che il punto di sopra fosse valido solo per la Sardegna, invece ha incontrato “uno che” anche in un bar di Trento.
Mio marito è un social network perché si ricorda di tutti quelli con i quali ha scambiato anche solo due parole di sfuggita.
Mio marito è un social network perché in realtà non conosce il significato dell’espressione “di sfuggita”.
Mio marito è un social network perché non ha mai salutato nessuno al volo, ma quando incontra qualcuno che conosce il suo corpo assume una posa statica e nonostante la mia impazienza non si muoverà prima di essere aggiornato su tutto. Se poi incontra un calciatore dilettante fermo per qualche infortunio è la fine.
Mio marito è un social network perché quando presenta due persone dice sempre “ti ricordi di…?”. Non concepisce che ci si possa anche non conoscere.
Mio marito è un social network perché da il suo numero anche all’ambulante pakistano in spiaggia dicendogli “se hai problemi chiamami”. E quel ragazzo quasi non ci credeva quando ha fatto il numero e il telefono ha squillato davvero.
Mio marito è un social network perché al ristorante brasiliano ha detto al proprietario che lui ha degli amici brasiliani con la stessa noncuranza con la quale direbbe a uno di Burcei che ha degli amici in paese. E io gli davo calci sotto il tavolo e cercavo di ricordargli a denti stretti che i Brasiliani sono tantissimi, ma loro due stavano già parlando delle conoscienze in comune.
Mio marito è un social network, perchè non ha bisogno dei social network.
Mio marito è un social network perchè è “uno che”.