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Le parole scritte, mi hanno sempre emozionato. Non solo quelle dei libri, anche quelle dei pensierini dei bambini, delle lettere o di un breve messaggio. Sono veramente convinta che scrivere possa essere “come baciare, solo senza labbra”. Il fatto è che spesso, appagata da queste emozioni, finisco con l’adagiarmi sui bytes. Anche perché scrivere e leggere per me sono quasi funzioni vitali che cerco di svolgere incastrando cunei di tempo nel muro delle incombenze quotidiane. Non ci sono quegli scoraggianti aspetti organizzativi che devo affrontare quando penso di uscire. Ieri però sono uscita. Sono andata con un’amica a sentire il concerto di una band che piace molto ad entrambe. Io e lei da sole (in prima fila!) senza mariti e figli e senza nemmeno una pallidissima ombra di quel senso di colpa che ha spesso caratterizzato le mie rare uscite da sola. E il bello è che uno di quegli aspetti organizzativi che potevano scoraggiarci si è rivelato un piacevole alleato! Già perché io e S. non siamo decisamente dei draghi del parcheggio e andare a un concerto in una zona senza ampi spazi in cui parcheggiare ci spaventava un po’. La soluzione? andiamo con “un po” di anticipo… tipo che il concerto sarebbe dovuto iniziare alle nove e noi eravamo lì dalle sette. E abbiamo così recuperato un po’ del tempo perso. E mi sono ricordata che è bello scriversi, ma ogni tanto serve anche un abbraccio vero. Che la mia amica ha un bel sorriso nella foto del profilo fb, ma il suono della sua risata è un’altra cosa. Che la calorosa stretta di mano di uno sconosciuto è meglio di un like. Che L’armeria dei Briganti è bellissimo ascoltarli in macchina e vederli su youtube, ma dal vivo sono proprio inarrivabili.