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Lo so, non mi dovrei lamentare. Non molto almeno. Sono al quinto giorno di ferie e finora ho goduto di 4 bellissimi giorni di mare. So che altrove sta andando molto peggio e d’altra parte una giornata di brutto tempo mi consente di fare un sacco di cose che altrimenti in vacanza abbandonerei, tipo scrivere sul blog. Non mi dovrei proprio lamentare, dunque, ma invece mi lamento. Mi lamento perché ho bisogno di un’estate generosa, di quelle che da noi una volta andavano da maggio a settembre e anche oltre. Ho bisogno del calore vero, di un clima che mi costringa a cercare refrigerio e non riparo, un clima definito e non traditore, ché tanto la giacchina in borsa l’ho sempre avuta e continuerò a portarla, ma voglio tirarla fuori solo per proteggermi dall’aria condizionata quando entro nei locali. Mi lamento anche se so che non serve a niente, anche se sono consapevole del fatto che sarò io a dovermi adattare a questo tempo bizzarro e capriccioso, che l’estate è sempre l’estate ed è meglio cercare di godersela comunque. Tanto il clima non paga il conto dei frutti maturati male e nemmeno quello del nostro malumore e della nostra insoddisfazione.