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scarpa
Sei. Mondo assai bizzarro questo in cui anche i piccolini compiono sei anni e si preparano ad andare a scuola. E poco importa che il piccolino in questione legga e faccia di conto da quando aveva 4 anni e ti metta spalle al muro con discorsi che sconfinano pericolosamente in concetti come il libero arbitrio.
Lui è il piccolino, punto.
Anche se, forse perché nato col sole, tra i due è sempre sembrato il più forte e per questo non ha mai goduto di troppi privilegi.
Lui è il piccolino anche se non sopporta di non sapersi ancora legare bene le scarpe e ci prova, ci prova, ci prova…
E’ il piccolino anche se ti dice guardandoti negli occhi “spiegamelo bene e piano piano, ma lo devo fare io”, e ti costringe a reimparare la lentezza.
Lui è il piccolino anche se non dice che Aguero ha segnato, ma ha “scavalcato il portiere in uscita”.
Anche se prima consola il padre sconvolto per i capelli appena rasati, e poi lo chiama con naturalezza “il pelato”.
E’ il piccolino anche se ha deciso di aggiungere una consonante ai nomi di chi sbaglia il suo chiamandolo Giaimer o Giaimen.
Lui è il piccolino anche se tiene in mano il ventaglio delle carte e conta i punti come un biscazziere incallito.
E’ il piccolino anche se di giorno non gli piace molto sentirselo dire e me lo concede solo ogni tanto, un po’ a malincuore. Di giorno.
Per fortuna ci pensa la notte a dilatare i tempi.
Buon compleanno, piccolino.

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