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cha-cha-steps
Tranquilli, se avete appena letto sul corriere l’articolo in cui si dice che quei gran simpaticoni dei neuroni specchio in realtà sono piuttosto sopravvalutati, non demoralizzatevi perché sto per comunicarvi una mia importantissima scoperta nel campo delle neuroscienze degli affetti. In realtà devo ammettere che non ci sono arrivata proprio da sola, ma in fondo sono sempre stata convinta che le migliori scoperte si fanno in team. E la mia l’ho fatta insieme a Mafalda (si, proprio quella Mafalda) e a zio Bruce (si, proprio quel Zio Bruce): ok, è vero, mi piace vincere facile. “Ottimista è una persona che se fa un passo avanti e due indietro non pensa sia un disastro ma un cha cha cha” mi comunicava la faccia di Mafalda da una vignetta su fb, proprio mentre con One step up di zio Bruce in testa riflettevo su certi affetti, su come fosse difficile arrivare a un punto fermo. Un momento si è vicinissimi, poi si comincia a perdere terreno, ma proprio quando cominci a convincerti che forse il tuo punto fermo esiste, basta cercarlo lì, a due passi di distanza, ecco che con un passo avanti lo perdi di nuovo. E di colpo è lì la mia rivoluzionaria scoperta: un passo avanti e due indietro, non è perdere terreno, è ballare il cha cha cha. E ora già vi vedo, pronti a smontare la mia teoria obiettando che nel ballo si è in due, che se ti allontani troppo forse è perché l’altro in realtà non sta ballando. Si, ma non è che si può screditare una scoperta scientifica solo per colpa di un ballerino imbranato. Se invece vi sembra che la teoria funzioni anche se il vostro ballerino è bravissimo, magari il ballerino imbranato siete voi.