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Gazaman: Sei davvero tu, Tal? Sei davvero connessa?
Babouk: Si, sono io.
Gazaman: Come va?
Bakbouk: Non lo so. E tu?
Gazaman: Nemmeno io lo so…
Bakbouk: I miei genitori hanno avuto la stessa idea. Mi hanno portato da uno psicologo. Erano dieci giorni che non uscivo di casa, mi hanno detto che non si poteva più andare avanti così.
Gazaman: Che faccia ha il tuo psicologo?
Bakbouk: Assomiglia a John Lennon, il tizio dei Beatles.
Gazaman: Si, li conosco. Ai miei genitori piacciono molto. E a parte questo? Com’é?
Bakbouk: A parte questo, non sono stata capace di dirgli una parola per più di dieci minuti. Dicevo: “ehm…ehm…allora…”. E non riuscivo nemmeno a guardarlo negli occhi.
Gazaman: E?
Bakbouk: Mi ha detto “Dimmi quello che ti passa per la testa”.
Gazaman: Ecosa gli hai detto?
Bakbouk: L’ho guardato con aria diffidente. Gli ho risposto: “Nella mia testa c’è uno strano miscuglio. C’é il miele insieme all’aceto, i violini e una batteria, rap e canti gregoriani. Se le do la lista completa, anche con le istruzioni per l’uso in ebraico, lei mi rinchiude”.
Gazaman: L’hai pensato davvero?
Backbouk: Un sacco di volte.
Gazaman: Vedi… Ma forse siamo noi i normali. Noi che pensiamo di essere pazzi.
Bakbouk: Si. Dovremmo creare un manicomio israelo-palestinese, tu e io. Sarebbe un bellissimo segno di riconciliazione, come dicono gli occidentali. Lo potremmo chiamare l’Istituto “Majnoun e Meshouga” (“pazzo” rispettivamente in arabo e Yddish, nota a piè di pagina nel libro). Incideremo la nostra massima sul frontone “La pace passa dai pazzi”.
Bakbouk
: Fantastico. Ma adesso devo lasciarti. E’ arrivato Ouri. Cerchiamo di riparlarci stasera?
Gazama
n: Non so se ce la farò.
Bakbouk: Perché?
Gazaman
: Perché non si sa mai quello che può succedere. E anche se non si è credenti, meglio dire Inch Allah.
Bakbouk:
Ci parliamo stasera, Inch Allah. D’accordo?
Gazaman:
E’ strano detto così. Detto da te. Ma d’accordo.

Pageshot da “una bottiglia nel mare di Gaza” di Valerie Zenatti (Giunti 2009). Ho letto il libro tempo fa, ma in giorni come questi non riesco a levarmelo dalla testa.
Dev’esserci sicuramente un posto anche per me in quel manicomio.