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Mia madre ci ha sempre detto che quando dovesse giungere la sua ora, se mai avessimo qualche dubbio sul fatto che sia o no passata definitivamente a vita migliore, dovremmo portarla giù nell’orto. “Se c’è ancora un filo di vita in me, mi tiro su di sicuro, perché l’orto mi da energia”, dice. E io le credo, eh. Ci sarà sicuramente qualche erbaccia da estirpare o una piantina di pomodoro da raddrizzare davanti alle quali non potrebbe stare ferma. Sorrido, ma ci penso. Percorriamo strade su strade (chi più chi meno e io di sicuro meno e non per mancanza di volontà, ma questa è un’altra storia) cercando il luogo dell’anima, quello in cui ci sentiamo un tutt’uno con l’universo e dalla terra riceviamo solo energia positiva, e lei quel luogo l’ha trovato lì, a due rampe di scale di distanza. E non sto assolutamente pensando che non sia poi così importante viaggiare, ché l’importanza e la bellezza del viaggio e della scoperta le conosco molto bene. Voglio solo dire che al mondo ci sono un sacco di cose belle da scoprire, anche senza dover andare necessariamente a cercare se stessi. Magari perché ci si è già trovati in casa, o giù nell’orto.