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porto pino
“Mamma, io non voglio andare alla manifestazione, ho paura!”
“Tranquillo amore, andremo perché è importante esserci, ma ci saranno anche tantissimi bambini, non ti porterei mai se pensassi possa essere pericoloso”.
Poi però mi sono ritrovata a cercare di rassicurare anche la mia amica, che mi chiedeva se fossi davvero convinta dell’opportunità di andare con i bambini. Anche ieri una ragazza appena conosciuta mi ha confessato che sarebbe andata con il ragazzo, ma aveva un po’ paura. E io di nuovo a rassicurare. “Stai tranquilla, non succederà niente. Anzi, qualcosa speriamo succeda, ma sarà qualcosa di bello”. E mentre lo dico mi accorgo che sono davvero convinta e che è strano che non provi nemmeno un pochino d’ansia per la manifestazione di domani contro le servitù militari. Voglio dire, io sono un distillato d’ansia: in genere per me non esiste una situazione che di base non sia pericolosa e se mai dovesse sembrarlo, per sicurezza metto subito in campo un ventaglio di possibilità che possono arrivare a comprendere anche un’invasione aliena. Tutto pur di non stare tranquilla insomma. Ci metto zero secondi a schiacciare il pulsante “ok panico!” io. Invece per domani di paura non ne ho nemmeno un po’. O meglio ne ho tante: ho paura che un contrattempo mi impedisca di partire, che piova, che troppi interessi di bandiera impediscano che sia la manifestazione di tutti i sardi etc. etc. Per il resto nessuna paura.
Non immaginare il diverso futuro possibile, ignorare il futuro che vogliamo, ci mutila e ottunde nel presente” diceva Danilo Dolci. Io un diverso futuro possibile per la mia terra l’ho immaginato tante volte e per questo domani vado a Capo Frasca. Ansiosa si, mutila ed ottusa no.