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Immagine tratta da Una zuppa di Sasso di Anais Vaugelade, Babalibri

“Mamma vieni a letto con me che ho freddo e mi riscaldi? Anzi mi leggi Una zuppa di sasso, che quando la leggi sento caldissimo?” Una zuppa di sasso è la sua storia preferita ultimamente… da un bel po’ di tempo per la precisione. La conosce a memoria questa storia, l’ha letta diverse volte anche da solo, ma non si stanca mai. E’ un bell’albo illustrato di Anais Vaugelade (Babalibri) dove si incontra una gallina che pur intimorita decide di aprire la porta a un vecchio lupo e dove si scopre che la zuppa di sasso è migliore se ognuno ci mette qualcosa di suo. Ci dev’essere qualcosa di particolarmente rassicurante o riposante negli animali che attraversano le pagine in numero sempre maggiore secondo la tecnica dell’accumulo, perché tutte le volte alla fine della storia si addormenta sereno.
Ho ripensato alla sua frase ieri perché la notte precedente, molto stanca e col naso completamente chiuso dal raffreddore gli ho proposto di leggere una storia sull’iPad e ho azionato la modalità “leggi e ascolta”. Ho scelto  Amico Ragnolo (una picturebook app molto ben realizzata tratta da un delizioso albo illustrato di Gloria Francella (Fatatrac) che parla dell’amicizia tra un papero bianco e un piccolo ragnetto nero) e lui ha ascoltato la storia con attenzione, ma alla fine ha commentato “però così, se la legge lui io non la capisco”. E ho dovuto rileggerla io dall’inizio. Ovviamente la storia l’aveva capita benissimo e quel “non la capisco” voleva dire un sacco di cose. Voleva dire per esempio che a lui piacciono molto le storie tutte, anche quelle sull’iPad e che è d’accordo con la mamma che l’importante è che siano belle storie, anche se lei in questo periodo è proprio fissata con le storie digitali e ci tiene anche i corsi e le studia sempre al computer che rischia di venirle la dipendenza patologica (questa in realtà è di fratellomaggiore) e poi vuole l’iPad sempre lei e io non posso nemmeno giocare a FIFA che le storie sono belle ma di giorno è bello anche il calcio. Ma soprattutto voleva dire che la sera, specie quando fa freddo, che sia sul libro o su uno schermo, le storie che scaldano gliele devo leggere io.