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calvin
Quando il nostro nuovo vicino di casa di 4 anni ha allungato la mano verso la libreria e ha afferrato la mia copia di “Gli uccelli” di Germano Zullo e Albertine, solo la dedizione alla causa della promozione della lettura mi ha impedito di artigliargli il braccio. Non ci posso fare niente, mi prende così: i mie albi illustrati non si toccano o si toccano con molta cautela, come ho già raccontato altrove. Non sono però riuscita a stare zitta e con voce dolce e gentile (almeno spero sia risultata tale) gli ho detto ” tesoro, trattalo con cura, mi raccomando ci tengo molto, sai? anche se sono libri per bambini”.
“Certo, lei è una bibliotecaria!” è intervenuto a quel punto fratellomaggiore con aria annoiata sollevando per mezzo secondo lo sguardo dall’iPad.
“Beh, che c’entra, almeno le bibliotecarie sono divertenti!” ha replicato fratellominore, facendomi quasi spiccare il volo. Dico quasi perché appena il tempo di spiegare le ali aveva già precisato “Non dico mamma eh, ma almeno R.” .
Qual è il suono onomatopeico per un tonfo sul pavimento? pumfete?
Accortosi del mio disappunto ha poi aggiunto “dai mamma, non prendertela, tu sei più bella e più brava, ma R. e più divertente”.
Eh già, mi son detta dandomi un’immaginaria pacca sulla spalla, non prendertela, sei sua madre, le mamme possono essere le più belle e le più brave, ma non le più divertenti.
Hai voglia di fargli fare la doccia vestiti, di permettere che si spalmino la schiuma da barba del padre su tutta la faccia, di colorare con lo zafferano le pozioni che devono essere assolutamente gialle, di tirare giù tutte le lenzuola dall’armadio per fare accampamenti e velieri da pirati. Hai voglia di discutere col marito a suon di “lasciamoglielo fare: è divertente!”. Per quanto ti sforzi ci sarà sempre una R. più divertente di te. Non fosse per altro che per il fatto di non averlo mai costretto a mettere la felpa.