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È quello che vedi tu che conta. Se tu pensi di essere da buttare, allora sei da buttare. Se ti convinci che sei una strafica, sarai sempre da buttare ma non te ne accorgerai neanche, perché penserai di essere strafica.
(Chiara Moscardelli)
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Io voglio molto bene a Nat, la mia collega e pusher, che riesce sempre a trovarmi i libri giusti per il fine settimana. Perché lei lo sa bene che i libri da fine settimana per me devono avere certe caratteristiche, devono essere libri da leggere con la copertina insomma. E con questo non intendo dire che ai libri feriali in genere la copertina la strappo, anche perché ormai leggo soprattutto ebook e mi verrebbe difficile strapparla, è che sono libri da gustare con un plaid addosso, o magari un lenzuolo se fa troppo caldo.
Una volta però anche lei ha sbagliato e proprio quella volta io, troppo abituata a fidarmi di lei e della grafica, per l’unica volta nella mia vita non avevo sbirciato la fine del libro e nemmeno qualche pagina al centro, prima di iniziare la lettura (degli abstract non mi fido mai). E’ stato un disastro. Il libro non mi è piaciuto ma sono andata avanti lo stesso per oltre 400 lunghissime pagine, rimuovendo i dati discordanti piuttosto che rivedere la griglia di valutazione. Ho pianto (ma vere lacrime di tristezza!) per un intero fine settimana, mi è venuto una fortissima emicrania e mi ci è voluto un convoglio di Harmony per riprendermi. Ecco, io non l’avevo mica ancora perdonata del tutto Nat per Io prima di te di Jojo Moyes, fino a sabato. Ora però mi ha fatto conoscere Chiara Moscardelli, che già mi ha rallegrato il sabato con Quando meno te lo aspetti e mi ha reso più emozionante e divertente la domenica con La vita non è un film (ma a volte ci somiglia). Anche se l’ho passata con un serial killer la domenica e non è che io li ami proprio i serial killer, nemmeno quelli di carta. Il fatto è che se proprio deve essercene uno in giro, è bello pensare che ci sia anche il commissario Garano a dargli la caccia, ché un Montalbano non può essere per sempre. Ed è bello pensare anche che le serial killer femmine sono proprio rare, perché a momenti ho temuto di poterlo diventare, anche se credo di avere maggiori probabilità di diventare una mozzatrice seriale di dita dei piedi che escono dai sandali. Ecco, l’ho fatto di nuovo, è come quando leggo la Bertola, finisce sempre che mi metto a parlare come le sue squinternate protagoniste, o magari no, io parlavo già da prima come le protagoniste della Moscardelli e della Bertola. Forse per questo quando Nat mi ha passato Quando meno te lo aspetti mi ha detto “Ecco, tieni, ti piacerà, ma sono molto arrabbiata, perché lei ha fatto i soldi, ma questo potevi scriverlo tu”. Certo, proprio come potevo fare la serial killer! Intanto però insieme al libro incasso il complimento e se ancora non l’avessi perdonata per Jojo Moyes, l’avrei sicuramente perdonata in quel momento.