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eyelyner

Un filo di matita marrone non è che rappresenti poi questo grande cambiamento. In pochi lo noterebbero e di certo non il marito che tra i suoi numerosi pregi non annovera sicuramente l’attenzione per i dettagli. Tranne alcuni, perché anche lui ha le sue eccezioni e forse in fondo sono quelle che contano. E non è poi che quel filo di matita marrone arrivasse proprio su occhi completamente estranei al trucco. Se andaste anzi a curiosare nel mio beauty case trovereste una dotazione di tutto rispetto, anche se è più o meno la stessa da circa 4 anni, da quando cioè ho deciso che avrei potuto dare un aiutino al mio aspetto acqua e sapone e ho chiesto aiuto alla cognata super fashion e super curata. Non le è parso vero: mi ha trascinata da Sephora e mi ha fatto spendere circa 100 euro in una dotazione “assolutamente di base”. Non avevo però ancora fatto i conti col tempo necessario ad usarla quella dotazione di base, tempo che poteva dilatarsi notevolmente per la mancanza di abilità e abitudine unita a una certa pignoleria. Per cui ho finito per rinunciare praticamente a tutto, tranne alla matita. In realtà poi della famosa dotazione di base ho rinunciato anche alla matita, perché era nera e ho capito quasi subito che non sarebbero passate un paio d’ore prima che sentissi il bisogno di levarmi gli occhiali, stropicciarmi gli occhi e diventare un panda. Per cui ho acquistato due matite più chiare, che oltre ad essere più nelle mie corde avevano il pregio di distribuirsi intorno all’occhio con più eleganza e discrezione quando arrivava il momento inevitabile dello stropicciamento. La matita grigio argento e quella color sabbia le ho usate però con una certa costanza, giuro, anche se non so quanti lo abbiano notato. Ieri però, dopo aver letto su una rivista che sarebbe meglio utilizzare una matita di un colore vicino a quello degli occhi, ho deciso che si, forse qualche volta potevo provare a usare anche quella marrone. Che poi questi cambiamenti li fai sperando che si notino, e non solo quando il trucco comincia a sbavare, anche se in fondo sei praticamente certa che non se ne accorgerà nessuno. Quasi nessuno.

“Mamma ti sei truccata!” Urla fratellominore abbracciandomi al rientro da scuola. “Fai vedere… è vero!” Conferma fratellomaggiore. “Ragazzi, è solo la matita, quella la uso spesso!”. “Si  ma è troppo, è meglio le altre volte” sentenzia fratellomaggiore categorico. E il fatto è che il piccolo che in altre circostanze l’avrebbe contraddetto per il puro gusto di farlo, quello meno sobrio, che non disdegnerebbe di vedere la mamma con tacchi a spillo fiocchi e paillettes, è pure d’accordo! “E’ troppo si, sei più bella le altre volte, e sei pure più bella con i capelli sciolti” aggiunge levandomi l’elastico. Io non è che sia proprio convinta, specie sui capelli, ché so bene di non avere una chioma di cui menar vanto, ma a due personal fashion stylist così decisi e attenti da notare un filo di matita marrone finisci davvero per credere. E così la matita raggiunge il resto della dotazione di base nel beauty case delle cose inutilizzate (tornerà fuori, forse, a carnevale per disegnare barba e baffi a un pirata o a un moschettiere) e la rivista con i consigli per il trucco finisce nella pattumiera. Per i capelli arriveremo a un compromesso.