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Scrivere per bambini è probabilmente una delle attività più ingannevoli che esistano. Si sarebbe infatti portati a credere che sia estremamente facile buttare giù una manciata di parole semplici che raccontino fatti di quelli che “lo capisce anche un bambino!” I lettori attenti e appassionati di storie per bambini però sanno bene che, almeno quelle migliori, non sono solo estreme semplificazioni di fatti e sentimenti, ma trattano con raffinata semplicità temi anche molto complessi come il senso di incertezza, la solitudine, l’abbandono, la perdita. Diceva bene E.B. White, autore di La tela di Carlotta, che chiunque si abbassi a scrivere per bambini, sta semplicemente perdendo il suo tempo, perché per scrivere per bambini ci si deve innalzare, non abbassare.
Questo forse è ancora più vero quando si ha a che fare con storie in rima, dove si deve fare i conti col rischio di violare il ritmo normale della lingua parlata, accentando le parole in modo sbagliato e sgraziato.
Anna Dewdney scriveva in inglese e io non sono in grado di capire se i suoi accenti fossero tutti perfetti, ma sono assolutamente certa che quando scriveva le storie del piccolo lama guardava in alto, non in basso. Mi sono innamorata di Llama Llama, dei suoi cappricci e della sua tendenza al “drama” la prima volta che l’ho visto e sono rimasta subito conquistata dalle tenere e rassicuranti rime in “ama” (Llama, Llama red pajama / waiting, waiting for his mama / Mama isn’t coming yet /Baby Llama starts to fret). E mi è dispiaciuto molto che i libri di Anna Dewdney non fossero tradotti in italiano (so che sarebbe stato difficilissimo renderli, ma ho visto poetesse come Chiara Carminati fare miracoli).
Anna Dewdney ora non c’è più. E’ morta troppo presto a soli 50 anni il 3 settembre. Anna ha lasciato detto che dispensava dalle visite e dalle onoranze funebri, chiedendo che al loro posto si leggessero delle storie ai bambini. Era fermamente convinta infatti, che leggere una storia ad un bambino significasse molto di più che ampliare semplicemente le sue competenze linguistiche.
Qualche giorno fa ho cercato in rete “Anna Dewdney llama”, filtrando la ricerca alle solo pagine in italiano: a parte i siti dei vari bookstore ho trovato solo la notizia che Jennifer Garner sarà la voce della protagonista in “Llama, Llama”, nuova serie prescolare targata Netflix. Potrei essermi sbagliata, ma in ogni caso ho pensato che Anna meritava ci fosse anche qualcos’altro.