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Un anno fa moriva, a soli 54 anni, Mario Ramos, uno degli scrittori e illustratori di libri per l’infanzia più amati dai bambini. Se non sapete cosa regalare per Natale a un bambino tra i tre e i sei anni, per dire, scegliete un libro di Ramos, e andrete sul sicuro. Sono io il più bello, Sono io il più forte, Il più furbo, Il re è occupato, o un altro qualsiasi dei suoi libri (tutti pubblicati da Babalibri).
Quella che segue è la recensione che scrissi qualche tempo fa per Il più furbo. La ripropongo qui, perchè Mario Ramos ci manca molto, perchè voglio ricordarlo e ringraziarlo per tutte le volte che con i suoi libri ha fatto il solletico ai nostri bambini e un po’ anche a noi.

copIn un articolo apparso su La Repubblica del 18 dicembre 2011,  Marco Lodoli scrive “Nella letteratura per l’infanzia da tempo è in corso la riabilitazione dei cattivoni: gli orchi sono diventati dei ciccioni simpatici, le streghe delle vecchiette cordiali, i draghi dei compagni di giochi. I bambini non devono più essere spaventati, devono dormire sogni tranquilli. Così facendo, però, si perde quel contatto primario con le zone oscure dell’immaginazione, che in fondo sono parte di noi. Civilizzando i mostri impoveriamo la fantasia (…)”.
Ho ripensato a questa riflessione leggendo l’ultimo libro di Mario Ramos, Il più furbo, nel quale ritroviamo il lupo protagnonista di Sono io il più forte e Sono io il più bello, storie tanto care ai bambini. Ora non è che il nostro lupo si possa definire proprio “civilizzato” e nemmeno “riabilitato” a dire la verità. Cattivo è cattivo e più che mai sbruffone, ma finisce per fare quasi simpatia (forse perchè, come cantava Eugenio Finardi, “siamo tutti come vil coyote che ci ficchiamo sempre nei guai“) costretto com’è ad andarsene in giro per il bosco in divisa da nonnina, con camicia da notte rosa e cuffietta d’ordinanza. E non è che il lupo aspetti la fine della storia per rendersi ridicolo, ci riesce quasi da subito concedendo pochissimo spazio al “contatto primario con le zone oscure dell’immaginazione“.
Ma sicuramente Marco Lodoli nel suo interessante articolo aveva in mente un altro genere di libri e d’altra parte per noi al momento queste analisi non hanno grande importanza. Le storie di Mario Ramos ci piacciono assai e ci “fanno ghiri-ghiri” che è proprio quello che i libri per bambini devono fare secondo un altro grande autore-illustratore, Philippe Corentin. L’altro giorno mio figlio mi ha chiesto se è vero che molte persone stanno perdendo il lavoro e se può succedere anche a suo padre e a me (il rilevatore di “contatto con zone oscure dell’immaginazione” in quel momento beepava abbastanza forte). Io ho provato un po’ a spiegargli cosa sta succedendo in Italia e nel mondo, cercando di non spaventarlo troppo ma senza nemmeno “civilizzare il mostro”. All’ora della storia però gli ho fatto un po’ di solletico.