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giubbotti
A volte ti affanni ad organizzare tutto per bene, a non lasciare niente al caso, a cercare di fare bella impressione sperando che gli altri portino via un bel ricordo e poi magari il ricordo che conserveranno sarà un dettaglio, un piccolo gesto spontaneo del tutto estraneo alla tua fatica preparatoria. Con i bambini poi a me sembra che questo sia vero 9 volte su 10. Tempo fa, per esempio, ho accolto una classe di una scuola dell’infanzia in visita nella biblioteca dove lavoro: abbiamo visto libri bellissimi, ho letto storie e filastrocche facendo anche un po’ le vocine e le facce (senza esagerare però) e posso assicurare che i bambini si sono divertiti un sacco. Al momento di andare via devo aver aiutato qualcuno a mettere il giubbotto. E’ un gesto automatico, non è che ci si pensa. I bambini si preparano ad uscire e tu mentre continui a parlare con loro li aiuti ad infilare il giubbotto.
Qualche tempo dopo sono tornati, gli stessi bambini, tutti felici di essere di nuovo in biblioteca. Io salutandoli esordisco con una frase abbastanza sciocca, o almento banale, qualcosa tipo “vi ricordate di me?” “Io si, urla uno hobbit col grembiulino bianco celeste, alzando la mano: “sei la signora che mette i giubbotti!”. E a momenti mi chiedo se non abbia davvero visto giusto.