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bacucca2
Bloccata. Questa volta è il collo che si rifiuta di voltarsi di lato o indietro, il che ha anche i suoi lati positivi, perchè pare che nella vita bisogni guardare avanti. Ma preferirei che fosse una scelta. E si che i rimedi a questo tipo di problema in teoria li avrei in casa: sorella fisioterapista d’esperienza e dalle mani felici e marito medico sportivo dal tocco buono. Il fatto è che non è che sia dispostissima a farmi mettere le mani addosso quando sono in queste condizioni, cosa che peraltro riesce incomprensibile alla maggior parte di colli, schiene e altri punti dolenti che invidiano le competenze che mi circondano. Io invece mi innervosisco e mal sopporto il fastidio del trattamento, nonostante ne abbia sperimentato i benefici tutte le volte in cui ho ho deciso che valeva la pena soffrire un po’, se le mie personali fate turchine (quasi mi riesce più facile immaginare il marito che la sorella in crinolina e lunghi riccioli blu) potevano trasformare in essere umano il burattino di legno che ero diventata.
Ultimamento c’è però un altro rimedio che da ottimi risultati in casi di problemi di questo tipo: il taping neuromuscolare. Avete presente quei nastri dai colori fluo che formano fantasiosi decori su diverse parti del corpo degli atleti durante le gare? A volte sembrano quasi dei mandala, tanto che qualche atleta è stato beccato a fissare la spalla del compagno o dell’avversario con l’intento di provare a rilassarsi. Ecco io amo il taping che fa bene senza prima farti male e mette allegria con quei colori stabilo (l’espressione è del marito che alla vista del cugino che ci raggiungeva in pizzeria in maglia giallo fluorescente esclamò “Hey, è venuto anche Stabilo!”). Solo che se penso a tutti i punti che sento rigidi o doloranti in alcuni momenti, ho l’impressione che finirei per sembrare una di quelle dispense dell’università, cosi evidenziate che io stessa stentavo a capire il senso delle mie sottolineature.

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