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mambo

Se c’è una cosa che mi piacerebbe tanto saper fare bene è ballare. Ma ballare davvero, abbandonandomi all’urgenza del ritmo come forse riuscivo a fare solo da bambina, prima che arrivasse l’adolescenza a dare rigidità ai movimenti e trasformarmi in quella specie di soldatino di piombo che ancora sono. Per dire, fatta eccezione del ballo sardo, che con quello i piedi sembra si muovano in autonomia seguendo solo il ritmo e non la testa, per il resto al massimo posso aspirare ad accennare qualche passo del Bullo Citrullo quando accompagno i bambini alla baby dance del campeggio. Magari se mi segassero in due all’altezza della vita e inserissero una specie di snodo, il movimento dei miei fianchi acquisterebbe qualcosa di lontanamente paragonabile alla sinuosità. Che per il ballo pare sia comunque un buon punto di partenza. Ma non credo di essere pronta per soluzioni così drastiche. Però un po’ mi dispiace, anche perché sono convinta che in certe situazioni bisognerebbe proprio entrarci a passo di mambo, come in Dirty Dancing. Forse allora sarebbe più facile. Forse. Now I’ve had the time of my life No I never felt like this before…