Tag

, , , ,

casa

Nei sogni ad occhi aperti cullati nei lunghi anni trascorsi in case d’altri, fin dall’inizio dell’università, per me “casa” è sempre stata un appartamento. Per il marito no, lui sognava una casa indipendente. Certo non grande come quelle delle nostre famiglie in paese (e come quelle nelle quali entrambi siamo cresciuti), ma pur sempre indipendente. E alla realizzazione di quel sogno abbiamo pure destinato i primi soldi guadagnati dopo la laurea, comprando un terreno sul quale costruirla quella casa. Ecco perché fare i conti col fatto che saremo stati probabilmente ancora a lungo ai blocchi di partenza o addirittura che il via non sarebbe mai arrivato è stata più dura per lui che per me. Per me si è trattato di tornare all’idea iniziale. Perfino più in piccolo, perché contando sulle nostre sole forze non potevamo davvero andare lontano. Lo confesso però, 70 metri quadri scarsi (più cantina e veranda) spaventavano parecchio anche me. E quando lo prendevo in giro parlandogli del movimento delle Tiny House e dei vantaggi di una casa piccola (gli altri vantaggi oltre alla “leggerezza” del mutuo intendo) in realtà cercavo di incoraggiare anche me stessa. Invece siamo qui, dopo un anno e mezzo di prova nella nostra casetta, a poter dire infine la nostra su quei vantaggi. Intendiamoci, questo non è un post a tesi, non intendo dimostrare che la casa piccola è meglio, perché un po’ di spazio in più non mi sarebbe dispiaciuto. Non mi manca un giardino, ché mi va benissimo la mia veranda e il mio tempo libero preferisco trascorrerlo a scrivere sul blog e a leggere piuttosto che a curare le piante (e d’altra parte la contadinella che è in me ha i suoi momenti di sfogo in paese), ma ogni tanto, specie quando mi viene la vena creativa, mi piacerebbe per esempio avere una hobby room nella quale poter lasciare in giro attrezzi, ritagli e cianfrusaglie varie. E dirò dei vantaggi e non degli svantaggi solo per il fatto che si suppone questi ultimi siano evidenti a tutti. Eccoli dunque alcuni vantaggi:
* Una casa piccola (specie se hai almeno la fortuna di fartela costruire “su misura”) ti costringe ad una progettazione il più razionale possibile degli spazi: non puoi permetterti sprechi e devi farci entrare tutto quello che ti serve. Ho sentito parenti e amici che hanno case nelle quali puoi andare in giro in pullman, ammirare l’organizzazione della mia cucina elencando le cose alle quali non avevano pensato perché tanto avevano molto spazio ed eventualmente avrebbero potuto aggiungere. Per poi scoprire che aggiungere non sempre è facile.
* Una casa piccola non ti permette di accumulare cose inutili, ti costringe a periodici declutering e dev’essere per forza di cose tenuta in ordine. O comunque col disordine sempre al di sotto dei livelli di guardia.
* D’altra parte una casa piccola è più facile da riordinare e pulire
* Una casa piccola te la devi proprio sentire addosso curandone tutti i dettagli. Non puoi avere un ambiente preferito, è lei il tuo ambiente preferito.
* Ma la cosa che forse mi è piaciuta di più è che la casa piccola ti costringe a mediare, a trovare accordi a condividere. So che questa non è una verità assoluta e che forse il merito non è della casa ma in fondo noi siamo persone che mediano, ma di fatto questo accade molto di più in questa casa che in quelle molto più grandi nelle quali abbiamo vissuto fino ad ora. E dunque il merito io glielo attribuisco eccome.

E ora, dopo avervi rassicurato sul fatto che il post non ha lo scopo di scoraggiare eventuali ospiti, che a parte la cameretta che condividono i bambini abbiamo una stanza degli ospiti con due letti e anche un divano abbastanza ampio, che a pranzo finora ci siamo stati solo in 14, ma possiamo fare di meglio, vi svelo il vero scopo di questo post: mostrarvi qualche immagine della nostra non-proprio-tiny-ma-quasi house.