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santaCaro Babbo Natale,
scriviamo a te, perchè sei un pratico, uno che “porta cose”, che sbriga piccole facende. E noi bisogni sussurranti siamo davvero piccole facende rispetto agli altri, ai bisogni primari, a quelli di chi davvero non ha niente. Daltra parte ci sembra che la loro sia una questione troppo delicata per te, forse è meglio che si rivolgano al Bambino che sta per nascere: i bambini, si sa, hanno più fantasia e per cacciare fuori il mondo da questa situazione ne serve davvero tanta.
Non ci sentiamo dunque tanto in colpa ad approfittare del tuo tempo e pazienza se ti distraiamo e qualche ragazzino si ritroverà con un giocattolo un po’ fuori moda al posto dell’ultimo modello ad alta tecnologica che ha chiesto nella sua letterina. Tanto poi magari il giocattolo che voleva lo chiederà a gran voce fino a quando qualcuno si deciderà ad ascoltarlo e accontentarlo. Per noi invece non è così facile farci sentire.
Ma cosa possiamo volere noi da te? Ti starai chiedendo. Di certo non possiamo chiederti di risolvere i nostri problemi. Di occuparti, per esempio, del bisogno di un bambino di essere ascoltato e di avere sempre occasioni per sviluppare le proprie conoscenze e la propria creatività o quello di un adulto di fare un lavoro che lo gratifichi. Siamo consapevoli che queste cose non rientrano nelle tue competenze. Come dicevamo prima, tu sei uno pratico, uno che sbriga facende e porta cose. E allora ecco cosa vogliamo da te caro Babbo Natale: per favore portaci un buon impianto di amplificazione o al limite un megafono. Perchè si, noi siamo i bisogni che sussurrano, ma in questo momento avremmo proprio voglia di metterci ad urlare.