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San Giovanni di Sinis (Foto da Wikipedia)


Chi ha dei figli lo sa, fin dal primo giorno in cui vengono al mondo ci si trova a dover scegliere, nelle pratiche quotidiane della cura, questa o quella scuola di pensiero, che può essere rappresentata indifferentemente da grandi pediatri, psicologi e pedagogisti, da nonne che ne-ho-allevato-cinque-lo-saprò, da vicine di casa che hanno una nipote che vive in Germania dove-lì-si-che-li-sanno-educare-i-bambini e così via. Alla fine uno sceglie di seguire l’istinto e il cuore anche perché altrimenti rischia di perdere la testa tra quelle teorie. Io per esempio, ho scelto di allattare a richiesta, di far dormire il bambino con me e di tenerlo praticamente sempre in braccio e altre cose da molti ritenute sbagliate.
Anche quando i bambini sono diventati più grandi, non sono mai stata una grande lettrice di saggi di pedagogia. Ho la fortuna però di fare un lavoro splendido che mi ha fatto conoscere molti bei libri per ragazzi, di quelli che non hanno intenti educativi, che non sono scritti per offrire esempi virtuosi, ma “strumenti di esplorazione al contempo fantastica, fisica e interiore”. Da quei libri ho imparato a stare il più possibile dalla parte dei bambini e spesso, quando in biblioteca qualche giovane mamma mi chiede un saggio sull’educazione dei figli mi viene voglia di suggerire una bella storia per ragazzi. Mi viene voglia di suggerire di guardare il mondo con gli occhi del protagonista di La schiappa di Jerry Spinelli (un titolo a caso, è il primo che mi è venuto in mente e NON è quello del Diario di una schiappa!) o di tenere sul comodino Si può di Giusi Quarenghi illustrato da Alessandro Sanna. Almeno era così prima che conoscessi i libri di Lorenzo Braina. Ora dovrei forse parlarvene un po’ dei suoi libri, ma non lo farò. Preferisco incuriosirvi e sperare che andiate a cercarli o guardiate in rete qualche video delle sue conferenze. Io qui vi passo solo un dono tratto dal libro I bambini lo sanno (Edizioni Il Camarillo Brillo, 2014) col quale Lorenzo ha chiuso il meraviglioso reading di ieri.

Dove vivo io c’è un luogo con due mari
Una striscia di terra antica
con storie antiche di uomini e di donne li separa.
A turno uno dei due mari è calmo.
Alle volte sono calmi entrambi, mai entrambi agitati.
Dove vivo io c’è un mare sempre calmo che ti accoglie.

Vorrei che ogni genitore portasse qui il proprio bambino. 
Vorrei che ogni bambino vedesse quel luogo
e sentisse la pace di un mare sempre calmo.
Vorrei che ogni bambino sentisse che ogni tempesta
ha un luogo riparato in cui sostare.
Vorrei che ci fosse un mare calmo per ogni bambino.

Grazie Lorenzo, grazie perché mi hai ricordato che per stare davvero dalla parte dei bambini, di tutti i bambini e non solo i miei, ho ancora tanta strada da fare, e magari non ci riuscirò mai. Ma spero almeno di riuscire a camminare nella direzione giusta.